MINIMAL CINEPOSTER

I poster del grande cinema rivisitati attraverso la “minimal art”. Semplici ed essenziali, capaci di esprimere la trama del film attraverso un nuovo linguaggio visivo.
Quando: 27 novembre / 10 dicembre
Dove: Galleria Ipercoop Surbo

Il manifesto cinematografico è stato il primo e per lungo tempo il principale veicolo pubblicitario del film. Da sempre le sue caratteristiche sono immediatezza e riconoscibilità. La sua funzione quella di richiamare l’attenzione, ma, almeno fino all’avvento di nuovi strumenti promozionali, come il flano e il trailer, anche quella di fornire al pubblico tutta una serie di informazioni. In molti casi il manifesto cinematografico, assimilato anche alla funzione di marchio del film cui si riferisce, viene riproposto tale e quale in Paesi diversi, con la sola ovvia variazione delle scritte, quasi a conferma di una cultura internazionale del linguaggio realista. La diversità del manifesto di cinema deriva anche dal fatto che in questo caso non si vende tanto un prodotto, il film stesso, quanto un’emozione. Nella Parigi di fine Ottocento possono essere rintracciati i primi esempi di manifesti moderni nelle affiche pubblicitarie che spesso suscitavano sorpresa, anche con brutalità ma al contempo con stile. Il mondo del cinema trovò nel manifesto un prezioso alleato, utilizzato subito dai fratelli Lumière, malgrado fossero convinti che le Cinématographe fosse soltanto curiosità scientifica e ‘scrittura del movimento’ senza troppe ambizioni e di limitato avvenire.  Negli anni recenti, il disegno ha ceduto il posto alla grafica con soluzioni a volte geniali come per esempio con i poster dei film realizzati utilizzando l’arte minimalista.